Noi di Garrone produciamo e commerciamo vino da sempre. Raccogliamo le uve migliori da una sessantina di viticoltori, piccoli e piccolissimi, aderenti all’Associazione Produttori Agricoli Ossolani, e le curiamo pensando al piacere della tua degustazione e ad un consumo conviviale responsabile.

Il nostro maggiore orgoglio è il Prünent, nebbiolo tradizionale dell’Ossola, che vinifichiamo per la maggior parte in purezza. Proviene da vigne in prevalenza antiche, nelle quali albergano, anche, piante centenarie “a piede franco”.

Abbiamo rilanciato la tradizione del vino d’Ossola e l’abbiamo declinata al presente, con una dedizione totale alla qualità, suggellata nel 2009 dalla Denominazione d’Origine. Ora, non resta che degustare il frutto del nostro, appassionato, lavoro.

territorio

La Val d’Ossola è la valle più a nord del Piemonte; è stata scavata tra imponenti montagne dal fiume Toce, che la percorre per tutta la sua lunghezza fino al Lago Maggiore, e dai suoi affluenti che danno origine alle valli circostanti, perle di bellezza naturalistica. Il terreno del fondovalle umido e sabbioso poco adatto all’agricoltura ha sempre obbligato i contadini a spostarsi sui ripidi pendii esposti a Sud; ma il microclima dettato dalle montagne e mitigato dal vicino lago, si è da sempre rivelato ideale per la viticoltura: la maturazione lenta e lo sbalzo termico tra il giorno e la notte (tipico degli ambienti montani) regalano infatti ai vini profumi ed aromi straordinari. La difficoltà nella coltivazione e l’avvento delle industrie avevano però messo in secondo piano questa ricchezza, sopravvissuta solo grazie agli sforzi di poche decine di contadini che continuarono la produzione vinicola per il consumo famigliare.

mappa dei vigneti

viticoltura

Da ormai vent’anni, insieme all’Associazione Produttori Agricoli Ossolani, siamo protagonisti di un progetto volto a far sì che la viticoltura in Ossola torni ad essere un’importante aspetto della nostra valle, un’emblema dell’innato rapporto che lega l’uomo alla propria terra. Oggi più di un tempo, la sola passione spinge un manipolo di tenaci contadini a faticare in piccoli vigneti inerbiti che si arrampicano su impervi terreni montani. Una passione pluricentenaria, riscoperta anche da giovani agricoltori, che permette la produzione di vini pregiati nei quali si ritrova il rispetto per la natura appartenente a tempi lontani. I vitigni sorgono su piccoli appezzamenti terrazzati, per la maggior parte coltivati nella tradizionale “Toppia” (pergola) sostenuta da antiche colonne di sasso. L’inaccessibilità e le piccole dimensioni dei vigneti rendono necessaria una lavorazione totalmente manuale, priva di fertilizzanti chimici e con trattamenti fitosanitari ridotti al minimo; le rese sono quindi molto basse, intorno ai 60 q.li per ettaro, ma è preservata l’integrità della pianta e del terreno.

cantine

Per ricavare il meglio dal frutto del lavoro dei contadini ossolani, la nostra cantina di produzione, a Bisate di Crevoladossola, è dotata dei migliori mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione. E’ inoltre energeticamente autonoma grazie ad un impianto fotovoltaico da 14kW e un impianto solare termico a tubi sottovuoto. Il Sole quindi, oltre a darci buona uva, ci permette di fare in modo che i processi produttivi non vadano in alcun modo ad intaccare l’aria e l’ambiente montano. Il nostro orgoglio è Cà d’Matè, una casa del 1500 a Oira di Crevoladossola, le cui antiche cantine a volta rimangono naturalmente in condizioni di temperatura e umidità ottimali all’affinamento dei vini. E’ qui infatti che Prünent, Cà d’Matè (che prende il nome dalla casa stessa) e Tarlap invecchiano in barriques e ovaline da 20 hL di rovere francese, affinchè raggiungano la maturazione necessaria alla perfetta espressione delle caratteristiche organolettiche ma soprattutto dei profumi tipici dei vini dell’Ossola.

identità

Abbiamo rinnovato la nostra identità, nel tentativo di poter comunicare in modo nuovo e diretto la nostra storia e quella dei viticoltori ossolani come espressione del territorio.
La genesi del nuovo marchio si è ispirata all’elemento più caratteristico della viticoltura in ossola la colonna di pietra (sarizzo) che veniva scolpita a mano dai mestri scalpellini per costituire la parte di sostegno al pergolato di castagno su cui cresceva e cresce tutt’ora la vigna.
La composizione del simbolo finale deriva dalla fusione tra la colonna di sarizzo: elemento antico, strutturale, presente oggi in molte vigne, metafora di sostegno e stabilità della viticoltura in Ossola e il calice: simbolo iconico del mondo vinicolo, capace di richiamare alla memoria l’atto della mescita e della degustazione.
L’incavo della colonna in pietra diviene calice, contribuendo, per mezzo del gesto grafico, a reintepretare e valorizzare così un elemento chiave della viticoltura ossolana.